Domanda
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Domanda
Salve,una curiosità: ma una persona che fa tira e molla,non ha stabilità né equilibrio emotivo e che non riesce a restare è un evitantè
Risposta
Sì, il comportamento che descrivi può ricordare molto un’attitudine evitante, ma ti consiglio di non trasformare subito una dinamica relazionale in un’etichetta psicologica definitiva.
Una persona che fa continui tira e molla, che si avvicina e poi sparisce, che sembra coinvolta ma non riesce a restare davvero presente, spesso ha difficoltà nella gestione emotiva e dell’intimità. Quando il legame diventa profondo, stabile o richiede responsabilità affettiva, può sentirsi soffocata, spaventata o perdere il controllo della situazione. E quindi si allontana.
Questo però non significa automaticamente che sia “un evitante” in senso clinico. A volte dietro questi comportamenti ci sono anche immaturità emotiva, confusione, bisogno costante di conferme, paura del conflitto o semplicemente scarso interesse nel costruire qualcosa di stabile.
Il punto importante è un altro: non concentrarti troppo sul nome da dare al suo comportamento. Capire se sia evitante, irrisolto, immaturo o incoerente può aiutarti a comprendere alcune dinamiche, ma non cambia l’effetto che questa persona ha su di te.
Se ogni volta ti senti destabilizzata, in ansia, costretta ad aspettare o a interpretare silenzi e ritorni, allora la domanda più utile non è “che problema ha lui?”, ma “questa relazione mi fa stare bene davvero?”.
Molte persone evitanti — o comunque emotivamente instabili — non sono cattive. Anzi, spesso provano sentimenti sinceri. Il problema è che non riescono a viverli con continuità. E per chi sta dall’altra parte questo diventa logorante, perché si vive costantemente tra speranza e distanza.
Quindi sì, potrebbe esserci una componente evitante. Ma più che cercare una diagnosi, prova a osservare i fatti: questa persona riesce davvero a costruire qualcosa di sereno e stabile con te, oppure ti lascia sempre nel dubbio?
Perché alla lunga non è l’etichetta a fare la differenza. È la qualità concreta del rapporto che stai vivendo.
Una persona che fa continui tira e molla, che si avvicina e poi sparisce, che sembra coinvolta ma non riesce a restare davvero presente, spesso ha difficoltà nella gestione emotiva e dell’intimità. Quando il legame diventa profondo, stabile o richiede responsabilità affettiva, può sentirsi soffocata, spaventata o perdere il controllo della situazione. E quindi si allontana.
Questo però non significa automaticamente che sia “un evitante” in senso clinico. A volte dietro questi comportamenti ci sono anche immaturità emotiva, confusione, bisogno costante di conferme, paura del conflitto o semplicemente scarso interesse nel costruire qualcosa di stabile.
Il punto importante è un altro: non concentrarti troppo sul nome da dare al suo comportamento. Capire se sia evitante, irrisolto, immaturo o incoerente può aiutarti a comprendere alcune dinamiche, ma non cambia l’effetto che questa persona ha su di te.
Se ogni volta ti senti destabilizzata, in ansia, costretta ad aspettare o a interpretare silenzi e ritorni, allora la domanda più utile non è “che problema ha lui?”, ma “questa relazione mi fa stare bene davvero?”.
Molte persone evitanti — o comunque emotivamente instabili — non sono cattive. Anzi, spesso provano sentimenti sinceri. Il problema è che non riescono a viverli con continuità. E per chi sta dall’altra parte questo diventa logorante, perché si vive costantemente tra speranza e distanza.
Quindi sì, potrebbe esserci una componente evitante. Ma più che cercare una diagnosi, prova a osservare i fatti: questa persona riesce davvero a costruire qualcosa di sereno e stabile con te, oppure ti lascia sempre nel dubbio?
Perché alla lunga non è l’etichetta a fare la differenza. È la qualità concreta del rapporto che stai vivendo.
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