Vai al contenuto
Torna alle consulenze

Sposato da 22 anni con due figli, matrimonio senza problemi. Mi sono innamorato di un'altra.

Sponsor

Domanda

Da circa due mesi ho conosciuto un'altra donna, collega per qualche mese adesso non più. Sono spostao da 22 anni ho due figli, matrimonio mai avuto problemi anzi gli altri ci vedono come coppia ideale, vacanze, complicità, ecc.
Adesso da due mesi senza andare alla ricerca di nulla, credo di essermi innamorato di questa mia ex collega, ci sentiamo tutti i giorni anche per ore al telefono 4/5 ore. Se non possiamo via chat, mattina pomeriggio e sera. Incontri nascosti anche se pochi, piano piano sempre più intimi, a volte mi basta vederla anche al supermercato, oppure da lontano, per stare bene.
Il giorno è sempre nei miei pensieri, non riesco a non pensarla.
Quando non la sento nel week end o per qualche ora in un giorno, sento un vuoto, una mancanza , sto male anche a livello psico-fisico.
Il mio problema è questo: non mi sento di lasciare mia moglie e quello che insieme abbiamo costruito.
Ma resta il fatto che non voglio nemmeno troncare questo rapporto con l'altra donna, sento di amarla.
Per lei sono la sua ragione di vita, sa benissimo che non lascerò mia moglie oggi e non garantisco domani, ma a lei non gliene importa non vuole perdermi.
Mi scrive sempre: sei la vita mia, mi chiama amore mio, sei l'unico uomo che ho mai amato veramente, ecc insomma un sacco di complimenti.
Mi manda il buongiorno a la buonanotte , e mi racconta tutto della sua vita.

Io 51 anni lei 44 anni, cosa devo fare sono molto combattuto vi sembrerà strano io al momento non voglio perdere entrambe.

Risposta

Gentile amico,

ho letto con molta attenzione la sua storia e vorrei innanzitutto dirle che quello che sta vivendo è molto più comune di quanto si possa immaginare. Non sempre ci si innamora di un'altra persona perché nel proprio matrimonio manca qualcosa. A volte accade proprio quando la vita sembra aver raggiunto un equilibrio, quando si è costruita una famiglia solida e si pensa di conoscere ormai bene se stessi e i propri sentimenti.

Lei racconta di un matrimonio di 22 anni, di due figli, di complicità e di un rapporto che, almeno fino a poco tempo fa, non aveva mai sentito il bisogno di mettere in discussione. Questo è un aspetto importante, perché significa che la nuova donna non è arrivata necessariamente a colmare un vuoto affettivo, ma ha probabilmente risvegliato una parte di lei che da tempo non sperimentava emozioni così intense.

E qui vorrei soffermarmi su un particolare.

Quando si vive una relazione stabile da tanti anni, l'amore cambia inevitabilmente forma. Diventa familiarità, sicurezza, appartenenza, condivisione delle piccole e grandi cose della vita. Sono sentimenti profondi, ma spesso meno travolgenti rispetto a quelli dei primi tempi. Una nuova conoscenza, invece, porta con sé la scoperta, l'attesa, il desiderio di essere cercati, la sensazione di essere nuovamente al centro del mondo emotivo di qualcuno.

Ed è possibile che lei, attraverso questa donna, stia riscoprendo anche una versione di se stesso che le piace molto: un uomo desiderato, cercato, capace di emozionarsi per un messaggio o per uno sguardo.

Questo non rende meno vero ciò che prova, ma è importante comprendere quanto sia innamorato di lei come persona e quanto anche delle sensazioni che questa relazione le procura.

Mi ha colpito soprattutto il malessere che descrive quando non potete sentirvi. Il fatto che dopo poche ore avverta un vuoto così forte, persino fisicamente, merita attenzione. Non perché ci sia necessariamente qualcosa che non va, ma perché quando una persona diventa la principale fonte delle nostre emozioni positive, la sua assenza può trasformarsi in una specie di astinenza affettiva.

Le telefonate di quattro o cinque ore, i messaggi dalla mattina alla sera, gli incontri nascosti e l'attesa continua creano un legame molto intenso in pochissimo tempo. Il rischio è che lei finisca per organizzare le proprie giornate, e soprattutto il proprio benessere, intorno alla presenza o all'assenza di questa donna.

E questo, con il passare del tempo, può diventare molto faticoso.

C'è poi un altro elemento che vorrei invitarla a considerare. Lei conosce questa donna da circa due mesi. Sono due mesi di emozioni fortissime, certamente, ma ancora troppo pochi per conoscere davvero come funzionerebbe un rapporto nella quotidianità. Per ora condividete soprattutto il desiderio di incontrarvi, le confidenze, le telefonate e i momenti sottratti al resto della vita. Non avete ancora dovuto confrontarvi con le responsabilità, le abitudini, i problemi pratici e quelle inevitabili difficoltà che ogni relazione stabile porta con sé.

Non le sto dicendo che sia soltanto un'infatuazione. Potrebbe nascere anche qualcosa di importante. Le sto suggerendo di non confondere l'intensità di un sentimento con la certezza che quel sentimento possa sostenere una vita insieme.

Quanto alla sua ex collega, dalle parole che riporta emerge una donna molto coinvolta. Le dice che è la sua vita, che non ha mai amato nessuno come ama lei, che è disposta ad accettare persino il fatto che non lascerà sua moglie. È comprensibile che queste dichiarazioni la facciano sentire speciale.

Ma le suggerisco di prestare attenzione a un aspetto: oggi questa donna sostiene di poter accettare una relazione senza prospettive certe. Fra sei mesi, o fra un anno, potrebbe non riuscirci più. Quando un sentimento cresce, spesso crescono anche il desiderio di esclusività, le aspettative e il bisogno di costruire qualcosa insieme.

Non sarebbe giusto prometterle un futuro che lei stesso, in questo momento, non riesce a immaginare.

Veniamo allora alla sua domanda: che cosa deve farè

Io non le consiglierei né di lasciare sua moglie sull'onda di queste emozioni, né di interrompere bruscamente il nuovo rapporto soltanto per paura delle conseguenze. Le consiglierei piuttosto di concedersi un periodo di maggiore lucidità, introducendo qualche limite nella frequentazione.

Provi, per esempio, a ridurre gradualmente le ore trascorse al telefono e a recuperare alcuni momenti della giornata in cui non sia costantemente in attesa di un suo messaggio. All'inizio potrebbe sembrarle difficile, ma è proprio questo il punto: verificare se riesce a stare bene anche quando non è continuamente in contatto con lei.

Nel frattempo, torni a osservare il rapporto con sua moglie senza fare paragoni continui con l'altra donna. Si chieda come si sente quando sono insieme, cosa apprezza ancora di lei, quali emozioni condividono e se negli ultimi anni abbia forse dato per scontate alcune cose preziose.

Non cerchi di stabilire quale delle due donne la faccia sentire più emozionato. Sarebbe un confronto impari, perché sta paragonando un amore di ventidue anni, con tutto il peso e la ricchezza della vita reale, a una relazione appena nata che vive ancora soprattutto di desiderio e scoperta.

Cerchi invece di capire quale tipo di vita desidera davvero.

Comprendo perfettamente quando dice che non vuole perderle entrambe. In fondo, sta cercando di proteggere due parti importanti della propria esistenza: la sicurezza e gli affetti che ha costruito, da una parte, e la vitalità emotiva che ha ritrovato, dall'altra.

Ma vorrei essere molto chiaro su questo: **desiderare di non perdere nessuna delle due è umano, riuscire a mantenere a lungo questa situazione senza provocare sofferenza è molto più difficile.** Sua moglie, inoltre, ha diritto a poter scegliere della propria vita conoscendo la realtà del rapporto. Anche questo dovrà entrare nelle sue riflessioni.

Non si colpevolizzi per ciò che sente, ma si assuma la responsabilità di quello che deciderà di fare. Sono due cose molto diverse.

Vorrei lasciarle anche un piccolo suggerimento. Nei prossimi giorni provi a scrivere, soltanto per se stesso, che cosa teme di perdere rinunciando a questa donna e che cosa teme di perdere mettendo in discussione il suo matrimonio. Non si limiti a scrivere i nomi delle due persone. Cerchi di individuare le emozioni, i bisogni e gli aspetti della sua identità che associa a ciascuna relazione. Potrebbe scoprire qualcosa di importante.

E soprattutto non abbia fretta di dare un nome definitivo a quello che sta vivendo. Due mesi possono essere sufficienti per innamorarsi, ma non sempre per capire quale posto debba avere quell'amore nella propria vita.

Mi farebbe piacere approfondire con lei un aspetto che, leggendo il suo racconto, considero particolarmente significativo: **quando è insieme a sua moglie, riesce ancora a sentirsi emotivamente presente, a provare tenerezza, desiderio e piacere nello stare con lei, oppure la sua mente è ormai completamente assorbita dall'altra donna?**

Le chiedo questo perché la risposta può aiutarci a comprendere se sta attraversando una fase di innamoramento particolarmente intensa, che ha temporaneamente occupato tutto il suo spazio emotivo, oppure se questo incontro ha portato alla luce un cambiamento più profondo nel modo in cui vive il matrimonio.

Se vorrà tornare a scriverci, potremo partire proprio da qui e approfondire insieme anche il legame che si è creato con la sua ex collega, senza giudizi e senza spingerla verso una decisione prestabilita.

Non serve raccontare nuovamente tutta la sua storia: basterà riprendere da queste domande. A volte, attraverso un confronto sereno e qualche riflessione mirata, si riesce a vedere con maggiore chiarezza ciò che da soli, quando si è travolti dalle emozioni, sembra impossibile distinguere.

Le auguro di trovare non semplicemente una soluzione che le permetta di non perdere nessuno, ma soprattutto una scelta che, con il tempo, possa farla sentire in pace con se stesso e rispettosa delle persone che ama.
Sponsor